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Liberland: la terra della libertà che bandisce il fisco e ama le criptovalute

L'isola che non c'è esiste davvero: sulla riva occidentale del Danubio sta nascendo un nuovo Stato. Requisiti per la cittadinanza? Aspirazione assoluta alla libertà.

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Dalla Repubblica di Platone a Utopia di Tommaso Moro. Lo stato ideale, da sogno a realtà. E mentre in Italia aspettiamo la Flat tax, c’è chi festeggia il terzo anniversario della fondazione di un paese dove i contributi sono volontari. Tra tecnologia e decentralizzazione si affaccia al mondo la possibilità di una terra dove la libertà e l’autodeterminazione hanno la residenza. Sulla riva occidentale del Danubio nasce Liberland, la terra della libertà, staterello autoproclamato da Vit Jedlička, politico e attivista ceco. Uno Stato senza Stato, una realtà fondata sulla libertà individuale, la proprietà privata e la cooperazione tra cittadini. A un liberlandiano è richiesto “solo” di avere rispetto per le persone e per le opinioni altrui, indipendentemente dalla loro razza, etnia, orientamenti o religione, di rispettare la proprietà privata che è inviolabile e di non avere nessun tipo di condanna penale.

La condizione per entrare in Liberland: il cittadino deve aspirare alla libertà assoluta

Primi eventi mondani in Liberland, durante le celebrazioni di Miss Freedom.

Condizione necessaria e forse sufficiente sembra essere principalmente l’aspirazione dell’individuo a essere libero. E non è cosa da poco. Suona così l’introduzione alla Costituzione Libera della Repubblica, un documento che è ancora in bozza e che si ispira ad alcuni principi fondamentali della rivoluzione americana e della Costituzione svizzera:

“Noi, cittadini della Libera Repubblica di Liberland, al fine di assicurare Vita, Libertà e proprietà, per noi stessi e le generazioni future, ordiniamo e stabiliamo la Costituzione della Libera Repubblica di Liberland, auspicando un armonioso consenso per il beneficio di tutti”.

La terra di nessuno, dove la tassazione è nulla

La novella città del Sole è concepita come un progetto filosofico politico che esula dal modello di potere statale costituito. Tassazione nulla o quasi, moneta libera e plurima non basata su metalli come oro e argento, sistema politico decentralizzato e distribuito. Unica parola d’ordine è il mantenimento e il compimento della libertà individuale e suo modello è Thomas Jefferson.
Occupando lo spazio di una terra nullius, un lembo di territorio di 7 km2 tra la Serbia e la Croazia, Liberland aspira a diventare quel paradiso in cui ogni uomo desidererebbe risiedere. Piantando la bandiera della nuova Repubblica su un suolo non rivendicato da nessuno, il politico attivista ceco decide di farne una realtà statale basata sull’ideale di un liberalismo radicale. Vit Jedlička sceglie come giorno per la fondazione il 13 aprile del 2015, giorno non casuale dato che ricorre la nascita di Jefferson.
Per il fondatore di Liberland, le prerogative dello Stato dovrebbero essere ridotte e concentrarsi essenzialmente sulla sicurezza, la giustizia e la diplomazia. Si aspira a creare uno Paese che sia una grande community, in cui il potere non sia nelle mani di pochi ma di alcuni eletti direttamente dai cittadini e destituiti nel momento in cui si annusino derive autoritarie.

Fioccano le richieste di cittadinanza

La first lady, moglie del presidente Vit Jedlička durante un’intervista.

Lo Stato non è ancora riconosciuto a livello giuridico e diplomatico ma le richieste per ottenere la cittadinanza sono cresciute in maniera esponenziale negli anni. Nel 2017 le domande per ottenere il passaporto erano circa 400 mila.
Sempre maggiori le istanze per conseguire la cittadinanza in quello che per molti aspetti sembrerebbe essere il paese dei balocchi o il paese dei diritti individuali (dipende delle interpretazioni di chi guarda!!). Il modulo da inoltrare è disponibile online tramite il sito ufficiale della Repubblica. Alcuni requisiti sono necessari affinché la richiesta venga accettata:

  • Fedina penale pulita
  • Rispetto per gli altri
  • Nessuna militanza passata in partiti estremisti

L’isola che non c’è adora le criptovalute

Un aspetto importante nella costruzione della “terra libera” è stato ed è l’impiego della tecnologia in reparti strategici della governance. Forse in campo economico le scelte più eversive rispetto l’ordine costituito. Tassazione ridotta a un contributo volontario sia per le ipotetiche aziende che per i singoli. Divieto di contrarre debito pubblico e criptovalute come monete. Tutto si paga con il denaro decentralizzato, affidandosi ad appositi bancomat che convertono i contanti in monete digitali.

I piani per l’urbanizzazione sono all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica. La progettazione alla base della costruzione degli edifici è opera di un collettivo USA-Emirati Arabi: si basa sulle alghe e sul riutilizzo dell’energia sfruttando fonti alternative, come il sole e il vento, e ponendo le basi per una realtà statale carbon free.
«Vivi e lascia vivere» il motto a sostegno di questa idea che mira a dimostrare come sia possibile un altro modo di intendere la democrazia, dove la libertà personale ed economica della sua gente è garantita dalla Costituzione. Riusciremo a vedere Liberland come una realtà tangibile? I sogni son desideri.

di Valentina Cuppone

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