La premier Liz Truss, dopo appena 44 giorni in carica, ha dato le dimissioni. La decisione è stata presa in seguito all’incontro con Graham Brady, capo del Comitato 1922 che ha il compito di organizzare un voto di sfiducia quando un gran numero di deputati gli scrivono che voteranno contro il premier di turno. La Truss, in un breve dichiarazione di fronte a Downing Street, ha detto:
Riconosco, data la situazione, di non poter tenere fede al mandato in base al quale sono stata eletta dal partito conservatore.
Ho parlato con sua maestà il Re per informarlo che mi dimetto da leader del partito conservatore.
Liz Truss e l’incapacità di guidare il Regno Unito in questa fase storica
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È stata la stessa Truss, nel suo discorso di fronte alla residenza e sede del governo britannico, a spiegare le motivazioni che l’hanno spinta alle dimissioni. Ecco cosa ha dichiarato:
Sono entrata in carica in un momento di grande instabilità economica e internazionale. Le famiglie e le imprese erano preoccupate su come pagare le bollette.
La guerra di Putin in Ucraina minaccia la sicurezza del nostro intero continente.
La premier inglese ha concluso spiegando di non essere in grado, in questa fase storica, di garantire quella crescita economica, per cui con il sui mandato è stata eletta. E da questa consapevolezza che è scaturita la sua decisione.
Tiz Truss: i recenti avvenimenti
La situazione in questi ultimi mesi in Gran Bretagna, complice anche la dipartita della tanto amata Regina Elisabetta e la crisi economica, non è stata facile. Oltre all’aumento delle bollette, proprio come in Italia, è aumentato anche il costo del cibo, in particolare dei beni primari come pane, carne, cereali. Oggi l’Ufficio per le statistiche nazionali (ONS) ha annunciato che l’inflazione a settembre ha toccato nel Paese il picco più alto degli ultimi 40 anni, arrestandosi al 10,1%.
A questo si aggiunge il licenziamento del cancelliere, per la disastrosa manovra economica contro il crollo della sterlina, e la modifica del budget di aiuti alle famiglie in difficoltà, da parte nuovo ministro delle Finanze.
Inoltre ancor prima delle dimissioni della Truss si facevano previsioni sul futuro nuovo premier. Nei sondaggi il 32% vorrebbe il ritorno di Boris Johnson, il 23% punterebbe su Rishi Sunak e il 9% gradirebbe come primo ministro il nuovo cancelliere Jeremy Hunt.
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