Una coppia gay si è tolta la vita gettandosi da un ponte di Davtashen a Yerevan, in Armenia. I ragazzi erano vittime di omofobia. A denunciare l’accaduto Pink Armenia, associazione che si occupa della lotta all’omotransfobia. I giovani, Tigran e Arsen, hanno lasciato sui social una sorta di loro testamento, insieme a una foto che li ritrae mentre si scambiano l’ultimo bacio:
Lieto fine. Le decisioni sulla condivisione delle foto e sui nostri prossimi passi sono state prese da entrambi.
Il lieto fine va inteso in senso fortemente simbolico: per arrivare a compiere questo gesto i ragazzi non vedevano altra via che potesse farli stare insieme liberamente.
Coppia gay si toglie la vita: com’è la situazione sui diritti civili in Armenia
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Non è possibile che una coppia gay si tolga la vita nel 2022 perché non riesce a vivere serenamente il proprio amore. In Armenia l’omosessualità è ancora un tabù. La comunità LGBTQ+ affronta una dura opposizione, sia fisica sia psicologica, discriminazione ed emarginazione. Spesso le persone gay sono derise e vivono male la loro condizione, fino a ritenere di poter trovare la pace che meritano e sognano solo slacciati dai legami di questa vita.
Anche se l’omosessualità non è più illegale dal 2003 molti armeni, che si riconoscono nella comunità LGBTQ+, mantengono segreta la propria identità di genere e il loro orientamento sessuale, temendo di essere emarginati dalla propria famiglia e dagli amici.
Omofobia: cosa si innesca nei giovani e cosa rappresenta questa morte
Pink Armenia, comunicando la notizia ha dichiarato come molti ragazzi queer arrivano al pensiero di suicidarsi a causa dei “sentimenti di colpa, paura, auto-colpevolizzazione e vergogna dovuti all’atteggiamento della società nei confronti del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere“.
Le foto postate dai ragazzi sono diventate virali sui social e sui canali Telegram. Tanti purtroppo gli utenti che, distorcendo i loro messaggi d’addio, hanno reagito con insulti, parole odiose e offensive, continuando a sottolineare che i ragazzi fossero omosessuali. Prosegue Pink Armenia specificando che la la morte dei due ragazzi:
Dimostra ancora una volta che in Armenia la comunità LGBTQ+ non è al sicuro e le persone non sono protette dalla società o dallo stato.
Fondamentale in queste situazioni, conclude l’associazione, garantire a queste persone un supporto psicologico professionale adeguato.
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