Approda oggi, 7 marzo, in Consiglio dei ministri il disegno di legge sulla violenza di genere. L’obiettivo è quello di inasprire le pene per chiunque compia un reato legato alla violenza di genere, per l’appunto.
Da quanto si apprende, il provvedimento comporterebbe un aumento delle comunicazioni da parte delle vittime e un rafforzamento delle azioni repressive. Vediamo meglio cosa comporterebbe la stretta sulla violenza di genere.
Il disegno di legge

Seppure i dettagli sul contenuto del testo siano ancora riservati e verranno resi pubblici dopo la conferenza stampa di oggi, ciò che è sicuro è che il disegno di legge contro la violenza di genere approderà in Consiglio dei ministri. I firmatari del testo sono il guardasigilli Carlo Nordio e la ministra per la Famiglia e la natalità Eugenia Roccella. Il fine del ddl è quello di inasprire le misure adottate contro la violenza di genere.
È da sottolineare che si tratta di un disegno di legge e non di un decreto, come trapelato inizialmente. A dare maggiori delucidazioni è stata la capogruppo di Fratelli d’Italia, nella commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio, Elisabetta Lancellotta, la quale descrive il disegno come: “Dal forte valore simbolico che testimonia la volontà di intervenire con azioni concrete contro la violenza di genere“.
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Il Testo unico sulla violenza di genere
In un primo momento, si era appreso che il Consiglio dei ministri avrebbe approvato il Testo unico sulla violenza di genere, il quale include tutte le normative finalizzate a contrastare tale fenomeno. In aggiunta, lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, alcuni ministri avevano annunciato che il Testo sarebbe stato presentato entro l’8 marzo.
Oggi, la presidente della Commissione, Martina Semenzato, ha spiegato che attualmente:
C’è un Comitato tecnico che sta ponderando il processo narrativo di queste norme.
Appena il testo unico ha trovato la sua genesi normativa, l’idea della Commissione è di essere promotori del testo illustrato per le scuole.
Il motivo sarebbe da rintracciare nel mancato completamento dei lavori che prevedono un testo compilativo su tutti i provvedimenti adottati dal punto di vista penale e dell’emancipazione femminile. Di conseguenza, è sorta l’esigenza di presentare un provvedimento simbolo, per confermare l’impegno del Governo nella lotta contro i femminicidi e la violenza di genere.
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La legge Roccella, Nordio e Valditara
Già in precedenza era stata approvata la legge Roccella, Nordio e Valditara, attraverso la quale erano state rafforzate le misure cautelari, introducendo:
- braccialetto elettronico
- distanziamento di 500 metri, non solo dall’abitazione della vittima ma anche nei luoghi che abitualmente frequenta
- ammonimento e arresto in flagranza differita, con la produzione di video e foto
Il provvedimento si è posto l’obiettivo di accorciare i tempi di tutte le fasi dei procedimenti. Quindi, per il pubblico ministero sono previsti 30 giorni per valutare il rischio e decidere la necessità delle misure cautelari, a cui si aggiungono altri 30 giorni affinché il giudice possa metterle in atto. In aggiunta, la vittima, o gli eredi, in stato di bisogno, può chiedere una provvisionale sulla liquidazione definitiva dell’indennizzo proprio per consentire a chi è stato offeso di non dover aspettare la fine dell’iter giudiziario.
Il documento, infatti, ha visto la collaborazione dei due dicasteri e dei rispettivi osservatori sul fenomeno, includendo gli uffici giudiziari e gli esperti sul tema. Sono stati analizzati i dati per proporre soluzioni tecniche e interventi legislativi adatti alle cifre relative alle vittime di violenza. È da aggiungere che rientra nelle misure per contrastare la violenza di genere anche il Reddito di libertà, cioè un contributo economico per tutte le donne vittime di violenza che si trovano in una condizione di povertà.