L’ex Ministro della Cultura Dario Franceschini ha presentato ieri, 25 marzo, una proposta che ha destato diverse reazioni da parte dei politici. Il senatore del PD, infatti, ha emesso la richiesta di dare ai figli solo il cognome della madre.
La motivazione di tale scelta è stata spiegata dallo stesso Franceschini, che ha dichiarato che “c’è un’ingiustizia secolare fonte di disuguaglianze di genere” e proprio per questo le donne devono essere risarcite.
La proposta di Franceschini

Ieri mattina, durante l’assemblea dei senatori democratici istituita per rivedere i provvedimenti giacenti ini Commissione, l’ex Ministro della Cultura Dario Franceschini ha fatto una proposta finalizzata ad abbattere le discriminazioni di genere. Nel 2022 erano già stati presentati quattro disegni di legge da Julia Unterberger per le Autonomie, Simona Malpezzi del PD, Alessandra Maiorino del M5S e Ilaria Cucchi di Avs.
Grazie a tali testi la Corte Costituzionale ha approvato l’attribuzione del doppio cognome ai bambini. La proposta di Franceschini si va ad aggiungere a questa lista, prevedendo l’attribuzione ai futuri nascituri del solo cognome della madre. Il suo testo dovrà essere prima discusso, per poi elaborare uno scritto che verrà approvato in Commissione e in Aula. Questo è ciò che ha dichiarato l’ex Ministro a riguardo:
Anziché creare infiniti problemi con la gestione dei doppi cognomi o con la scelta tra quello del padre e quello della madre stabiliamo che dall’entrata in vigore della nuova legge i figli prenderanno solo il cognome della madre.
Dopo secoli in cui i figli hanno preso il cognome del padre, stabiliamo che dalla nuova legge prenderanno il solo cognome della madre.
E’ una cosa semplice ed anche un risarcimento per una ingiustizia secolare che ha avuto non solo un valore simbolico, ma è stata una delle fonti culturali e sociali delle disuguaglianze di genere.
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Non è la prima volta
La proposta di Franceschini non è nuova in ambito legislativo. Oltre al disegno di legge del 2022, infatti, già nel 1979 Maria Magnani Noya aveva avanzato la stessa proposta. Attualmente, è in discussione al Senato un ddl sul doppio cognome ma, a ogni modo, al momento della nascita i genitori possono decidere quale o quali cognomi dare al figlio.
A tal proposito, la presidente di Commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno ha ritenuto opportuno sottolineare che con la proposta di Franceschini è necessario non deve portare a rendere uno dei due genitori invisibile: “Le proposte sono molteplici e le stiamo analizzando con scrupolo. A mio avviso la questione dei cognomi impone di trovare un punto di equilibrio che non renda nessun genitore invisibile“.
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Chi sostiene la proposta di Franceschini
Dopo la proposta di Franceschini, numerose sono state le reazioni in ambito politico. La relatrice della legge e vicepresidente del PD al Senato, Anna Rossomondo, per esempio, ha affermato:
Oggi finalmente una voce maschile ha riscontrato che per secoli c’è stata una sorta di invisibilità delle donne, con l’attribuzione del solo cognome del padre.
Per questo il Pd ha inserito tra le priorità proposte in capigruppo al presidente La Russa e in commissione, la discussione della legge sul doppio cognome.
Gran parte del lavoro è stato già fatto in commissione, manca l’ultimo miglio per salutare almeno nominalmente la cultura patriarcale, come peraltro ha sottolineato la Corte Costituzionale.
Ora ci aspettiamo un’ampia convergenza, anche della maggioranza, superando resistenze che comunque esistono.
Da Avs arriva, invece, il commento di Luana Zanella, la quale si accoda a Rossomondo dicendo:
Quella di Franceschini è una proposta interessante e condivisibile che sicuramente guarda molto in là, un taglio simbolico potente.
Vista la difficoltà che abbiamo avuto a far passare il doppio cognome, quello materno e paterno, possiamo immaginare il percorso faticoso di questa proposta.
Si è detta contenta della proposta di Franceschini anche Laura Boldrini: “Franceschini ha suggerito una via. Come ogni tentativo di restituire alle donne la parità per troppo tempo negata, anche in ambito genitoriale e nell’attribuzione del cognome, è benvenuta“. Infine, Valeria Valente ha affermato: “Quella sul doppio cognome è una battaglia di civiltà e il fatto che una proposta di avanguardia venga da un uomo è un’innovazione positiva e coraggiosa, un riconoscimento sincero dei fatti e della storia“.
Altre reazioni in politica
Se da sinistra Franceschini ha ricevuto prevalentemente applausi, il Movimento 5 Stelle ha espresso un certo scetticismo. Alessandra Maiorino, vicepresidente dei senatori M5S, ha commentato il testo così: “Ho fatto un salto sulla sedia quando ho letto la proposta di Franceschini: la giudico una provocazione, una boutade…anche perché non si risponde a una discriminazione, sia pur millenaria, con un’altra discriminazione“. Da destra, invece, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha dichiarato:
Ecco le grandi priorità della sinistra italiana.
Invece del doppio cognome, togliere ai bimbi il cognome del padre!
Ma certo, cancelliamoli dalla faccia della terra questi papà, così risolviamo tutti i problemi.
Ma dove le pensano ‘ste idee geniali?
Il presidente della commissione Cultura della Camera e deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, ha sostenuto: “È una provocazione irricevibile. Nella visione di Franceschini si passerebbe dal patriarcato al matriarcato, quando già la legge ammette, giustamente, che i figli possano assumere in maniera abbastanza semplice entrambi i cognomi“. In conclusione, il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli ha sottolineato che: “Il ddl si presta alle stesse censure di illegittimità che riguardavano l’obbligo di trasmettere ai figli solo il cognome paterno“.