L’Università non è una gara, e questo è sempre giusto ribadirlo. Ma la storia di Camilla Spezza, una delle più giovani laureate d’Italia, merita di essere comunque sottolineata.
Camilla Spezza viene da L’Aquila, in Abruzzo, e ha studiato filosofia all’Università di Pisa. Il suo percorso è iniziato nel liceo classico della sua città, per poi proseguire in Toscana.
Vediamo insieme la sua storia.
Camilla Spezza, chi è e il suo percorso
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Camilla Spezza, vent’anni e tanti sogni. Nella giornata del 18 febbraio è diventata una delle più giovani dottoresse d’Italia, un traguardo importante e faticoso, raggiunto con una votazione di 110 e lode.
Finito il suo percorso triennale con una tesi intitolata “”Thaumazein, thinking, pluralità. Filosofia e politica nella riflessione di Hannah Arendt”, Camilla risulta essere l’unica, tra i più giovani laureati del Paese, ad aver frequentato l’intero ciclo di istruzione scolastica con liceo quinquennale e ad aver conseguito il titolo di laurea triennale frequentando, parallelamente all’Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore.
La ragazza, che si è diplomata al Liceo Classico “D. Cotugno” dell’Aquila, ha ottenuto il Premio Asimov Giovani per l’editoria scientifica divulgativa (2020) e, con la squadra della Normale, ha vinto, nel 2023, il Torneo di dibattito RIASISSU (Rete italiana degli allievi delle Scuole e degli Istituti superiori universitari).
Inoltre, ha al suo attivo due pubblicazioni sulla Treccani.
Non è una cosa che avevo deciso prima quella di accelerare i tempi,
ma mi è venuta perché man mano che studiavo mi cresceva la voglia di imparare.
Ma ognuno ha i suoi tempi e le sue sfere di interesse.
Ha raccontato Camilla Spezza, la quale ha voluto comunque sottolineare come l’Università non sia una gara a chi arriva prima, ma un luogo dove ampliare le proprie passioni e conoscenze.
Riguardo il suo futuro, invece, è intervenuta ai microfoni dell’ANSA, dove ha dichiarato:
Continuerò gli studi alla magistrale, voglio conseguire un dottorato,il mio interesse principale è la carriera accademica, ma ovviamente sono aperta anche ad altre prospettive.
A Pisa mi trovo molto bene, io studio con grande piacere,
ma il messaggio che voglio dare è che bisogna seguire le proprie passioni e dare il proprio contributo seguendo le proprie inclinazioni,
non è la retorica del merito che voglio promuovere.
Ognuno ha i suoi tempi che vanno rispettati.
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