Importanti passi in avanti per quanto riguarda l’accordo salva-cinema nella Regione Lazio.
Il cinema è sempre stato motore della base culturale e artistica della nostra nazione, oggi, tra streaming e politiche poco avanguardiste, si parla spesso di crisi del cinema.
Solo a Roma le sale in disuso hanno superato le 100, alcune sono state riconvertite in negozi, ma per altre c’è la necessità di salvarle.
L’obiettivo è quello di intervenire sulla proposta di legge sulla Salvaguardia urbanistica, la quale prevede, tra le altre cose, delle modifiche circa le norme sul cambio di destinazione d’uso per le sale cinematografiche inattive.
Una proposta che ha suscitato diverse polemiche da parte degli operatori.
Per una riqualificazione dell’intero settore e delle strutture in disuso è intervenuto il Ministero della Cultura, il quale ha avviato un diretto confronto tra la regione e gli addetti ai lavori.
L’obiettivo è quello di riqualificare i cinema in disuso, salvaguardare la funzione culturale e condurre una lotta all’abbandono e al degrado di tali strutture.
Il presidente della Regione Francesco Rocca ha annunciato di aver trovato un accordo per la salvaguardia artistica e culturale dei cinema, ma tale provvedimento è ancora in fase di studio.
Piano salva-cinema, cosa sappiamo
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Dopo una forte mobilitazione di molti artisti e addetti ai lavori, si è arrivati alla conclusione che un accordo sulla salvaguardia dei cinema fosse necessario e indispensabile.
Il presidente Rocca ha voluto sottolineare come sia assurdo e anacronistico pensare che le sale cinematografiche possano restare nel degrado e nell’abbandono più totale.
Ha poi sostenuto, circa l’accordo trovato, tutto il suo ottimismo:
Le sale che da oltre dieci anni sono abbandonate, potranno essere trasformate secondo i vincoli urbanistici esistenti.
Il Lazio è, e sarà sempre, una Regione che investe nella cultura e la protegge dal declino.
Il cinema va difeso con azioni concrete.
Ed è ciò che stiamo facendo.
La proposta si pone l’obiettivo di una riqualificazione totale, restituendo questi spazi alla comunità per favorire attività artistiche, culturali e sociali.
Il lavoro da fare è ancora molto e le opinioni restano contrastanti su molti fattori, in primis sugli incentivi. Gli operatori del settore chiedono bonus volumetrici fino al 40%, mentre la Regione preferisce legare i premi alla quota di spazio mantenuta a uso cinematografico.
Nel frattempo, la Regione sta lavorando su più fronti, cercando una soluzione sulla normativa della semplificazione urbanistica.
Una così semplice trasformazione delle sale cinematografiche in destinazioni d’uso differenti rischia di schiacciare definitivamente il settore cinematografico.
Un primo accordo è stato comunque trovato, ma riguarda, per ora, solo i cinema in attività. I quali, per evitare speculazioni edilizie, non potranno essere trasformati in altre attività.
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