giovedì, 3 Aprile 2025
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Quali sono i principali trend del digital marketing su cui puntare nel 2025?

Ecco un elenco dei metodi migliori per avanzare nel mondo della comunicazione e del digital marketing.

In un mercato sempre più competitivo, per restare sempre aggiornati sulle novità del mondo della comunicazione e del digital marketing, è una prerogativa seguire i trend correnti. Adottando determinate strategie e puntando su alcune di esse piuttosto che su altre, infatti, è possibile ottenere degli ottimi risultati online.

Ecco una serie di trend fondamentali per il marketing digitale nel 2025, che riguardano soprattutto l’e-commerce e il digital advertising. Nello specifico, il focus è sulle strategie mirate alla fidelizzazione con il cliente, sempre più attento alle questioni sociali.

Perché seguire i trend

La mossa migliore da compiere nel 2025 per ottenere buoni risultati nel marketing digitale è che le aziende adottino un efficace marketing mix, che possa garantire un buon ROI.

Con quest’ultimo termine, acronimo di Return On Investment, si fa riferimento all’indice di redditività che misura il rendimento di un investimento rispetto al costo sostenuto dall’impresa.

Di conseguenza, è necessario calcolare i risultati delle campagne condotte, in modo da mappare gli investimenti in pubblicità digitale e adottare la strategia di performance marketing più conforme.

Il fine di tali accorgimenti è il raggiungimento di un vantaggio competitivo, che permetta di raggiungere gli obiettivi inerenti alla gestione aziendale e alla performance delle campagne advertising e marketing.

Una delle principali questioni a riguardo, da prendere in considerazione, è l’avvento dell’intelligenza artificiale in ciascun ambiente lavorativo, che semplifica alcuni passaggi aziendali e consente di arrivare a un pubblico più vasto.

Rispetto a tale argomento, Riccardo Brambilla, VP Regional Manager, Southern Europe di Adform ha introdotto le previsioni del 2025 della SVP Marketing della stessa azienda, Louise Kloster: 

Le opportunità di crescita e sviluppo non mancano sia a livello nazionale sia internazionale, consci però del fatto che i mercati e le loro dinamiche sono molto più complessi di un tempo.

Infatti, il panorama economico è sicuramente sfidante e alcuni marketer potrebbero guardare all’anno appena iniziato con apprensione, piuttosto che con entusiasmo, dal punto di vista delle attività di marketing. 

È forte la pressione per rendere i progetti di marketing più sostenibili e, allo stesso tempo, lo è anche quella sul miglioramento delle performance.

La sfida si allarga al modo in cui gestiamo i nuovi canali di contatto, integriamo in modo sicuro l’Intelligenza Artificiale (IA) e adottiamo soluzioni alternative ai cookie di terze parti, che restino in circolazione o meno. 

Il contesto evolutivo è impegnativo e gli advertiser hanno il compito di individuare il partner ad-tech in grado di supportare i propri piani media durante la transizione e di ottenere performance al di là delle aspettative.

In questo contesto è necessario concentrare l’attenzione e gli investimenti sulle cinque aree sopra citate che devono essere usate come leva di opportunità per anticipare il futuro e calarlo nella realtà quotidiana.

Leggi anche: Il digital marketing aziendale negli ultimi dieci anni: perché non se ne può fare a meno?

L’uso consapevole dell’AI

A dare un primo riscontro sui trend del digital marketing 2025 è Think With Google, un servizio di Google che raccoglie informazioni utili per le aziende che vendono in rete o i professionisti del marketing, così da ottimizzare le attività commerciali.

Secondo Think With Google, a essere fondamentale per le aziende quest’anno sarà la semplificazione. Nello specifico, se ideazione, programmazione, gestione e misurazione delle campagne digitali saranno condotte da parte di agenti AI, si potranno elaborare e semplificare varie informazioni, adatte a più processi lavorativi.

Il Marketer’s Forecast 2024 dell’operatore italiano di servizi per le telecomunicazioni Medialink ha rivelato che l’84% dei marketer utilizza l’intelligenza artificiale per realizzare e personalizzare le proprie campagne. Più precisamente, il 45% dei CMO (Chief Marketing Officer) sta sperimentando questa nuova tecnologia, mentre solo il 3% è a conoscenza di come la stiano adoperando i propri partner.

A tal proposito, è necessario sottolineare che l’intelligenza artificiale deve essere utilizzata con consapevolezza all’interno delle aziende e con una certa preparazione alle spalle, siccome essa non può creare contenuti originali, di alta qualità e che siano coerenti con quanto espresso dal brand. L’AI, infatti, non è in grado di analizzare l’aspetto relativo all’esperienza personale.

Leggi anche: Strategie di digital marketing: come creare una campagna di successo

L’AI come strumento creativo

Inevitabilmente, dunque, l’intelligenza artificiale avrà un ruolo centrale nelle strategie di marketing del 2025, e anche in quelle future. Secondo il report del gruppo Kantar, l’AI può essere utilizzata come elemento di supporto alla creatività umana, ma non come sostituta.

L’obiettivo dei marketer, a tal proposito, deve essere quello di trovare un equilibrio tra automazione e autenticità, per evitare di alienare i clienti a cui ci si rivolge. Al centro di ogni strategia, infatti, devono rimanere l’umanità e la vicinanza al consumatore.

Di conseguenza, l’intelligenza artificiale potrebbe essere interpellata per suggerire dei concept, che il team aziendale svilupperà successivamente.

Perché rendere il digital marketing “etico”

Nel campo dell’e-commerce, come sottolineato da Think With Google, è necessario orientare le strategie di marketing verso quello che è il comportamento dei clienti. Dalle ricerche effettuate dal servizio Google è emerso l’elemento del “dopamine fasting“, letteralmente il “digiuno dalla dopamina”, relativo ai metodi che i customers utilizzano per evitare la sovrapproduzione di dopamina durante la giornata.

Proprio per questo motivo, le aziende devono realizzare contenuti pertinenti al comportamento dei clienti, analizzando i dati e gli insight che evidenziano i gusti, le abitudini, i bisogni e le aspettative di questi ultimi.

Per realizzare tale obiettivo, Think With Google ha individuato la necessità di rendere il digital marketing più “etico”, ponendo l’attenzione su questioni di rilevanza sociale. Si possono citare, a tal proposito, tematiche di spicco quali il cambiamento climatico o le ingiustizie all’interno di specifici gruppi sociali, come le minoranze etniche.

Il Digitale – Digital Agency, per esempio, analizza accuratamente i dati dei propri clienti, per realizzare campagne pubblicitarie innovative e puntuali. Il modo di operare adottato punta sull’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca e sulla conoscenza delle ultime frontiere del digital marketing.

Così, ci si sofferma sul soddisfare gli obiettivi dei clienti, attraverso un marketing misurabile. Il riscontro è calcolato mediante l’analisi del comportamento e delle reazioni degli utenti sui social network, con particolare attenzione rivolta alle community delle aziende seguite.

Coerentemente a ciò, quello che scrive il servizio Google sul proprio sito internet è che il fine del marketing digitale deve essere “promuovere la fiducia e la fedeltà, costruendo allo stesso tempo un futuro più equo e sostenibile per tutti“.

A condividere quanto affermato da Think With Google è anche Tradedoubler, azienda svedese di digital marketing, secondo cui nel 2025 il Content to commerce dovrà avere un ruolo sempre maggiore nel marketing mix di un’azienda, puntando sulla qualità più che sulla quantità di prodotti venduti. Gianpaolo Vincenzi, General Manager di Tradedoubler Italy, sostiene:

Oggi i consumatori sfruttano al massimo i canali digitali soprattutto nella fase preliminare all’acquisto.

Diventa fondamentale per i brand riuscire a comunicare con i consumatori attraverso una narrazione sincera e approfondita sui canali di informazione più noti che esuli dalla sola offerta di prodotto e che si posizioni nella fase più alta del funnel.

Leggi anche: Perché la vendita a domicilio regge il confronto con il marketing digitale?

ESG e Retail Media

Una ricerca condotta da Medialink ha mostrato come solo il 18% dei CMO affida una notevole importanza all’ESG (Environmental, Social, Governance), ossia il valore di un’impresa dato dal rapporto tra i risultati economi e relativi alla sostenibilità ambientale, all’impatto sociale e alla governance. In tal modo, dunque, si può calcolare l’esposizione ai rischi di un’azienda.

Nonostante il dato sia basso, sembrerebbe che l’ESG stia assumendo sempre più rilevanza nel mondo del digital marketing, rintracciando le modalità migliori per rendere le proprie performance coerenti con il valore d’impresa.

Per realizzare tale obiettivo, per esempio, il passaggio dai cookie di terze parti agli ID favorirà la realizzazione di un targeting accurato e in linea con la mission dell’azienda. L’abbandono dei cookie nel marketing digitale farà in modo che il retail media fornisca alle aziende dati di elevata qualità e una propria presentazione più chiara ai clienti.

La comunicazione su internet

Rispetto a quanto riportato da un sondaggio dell’Istituto Piepoli, primo in Italia per le ricerche di marketing e di opinione, la maggior parte dei giovani tra i 14 e i 26 anni preferisce intrattenersi e informarsi su internet, piuttosto che su altri media come la televisione o la radio.

Secondo il Presidente dell’Istituto, Livio Giugliuto, ciò avviene perché il web consente un accesso facile e veloce alle notizie, soprattutto grazie alla presenza online di immagini e video che rendono il processo di assimilazione ancora più funzionale.

Per tale ragione, le aziende devono avere come parola chiave, nelle proprie strategie, la “differenziazione”, ossia puntare su creatività, autenticità e capacità di ascolto dei clienti. Inoltre, il linguaggio adoperato deve essere conforme con quello dei consumatori; quindi, immediato e intuitivo.

In un contesto simile, i marketer devono continuare a raccontare storie autentiche, che stabiliscano un legame saldo con il pubblico. Il fine aziendale, dunque, è adattare il proprio modo di lavorare ai canoni comunicativi imposti dalle piattaforme su cui si è presenti, senza perdere di vista la mission dell’impresa.

Il ruolo di Google nel digital marketing

In un momento storico in cui la comunicazione e la ricerca di informazioni avvengono prevalentemente sui social network, ci si chiede quale sarà il futuro di Google. Secondo Forbes, infatti, 1 utente su 4 usa esclusivamente i social media per rimanere aggiornato su determinate questioni e comprare prodotti. Di conseguenza, entro il 2026 le ricerche sull’azienda informatica statunitense si ridurranno del 25%.

Questo è quanto ha affermato Niel Patel, uno dei massimi esperti di marketing, durante un intervento al Marketing Forum, organizzato a Milano da Performance Strategies:

La verità è che non abbiamo ancora visto un declino nel traffico Google, che continua a essere il campione indiscusso, il canale principale al mondo, con 8,5 miliardi di ricerche al giorno, ma non è più l’unico punto di attenzione quando si tratta di ottimizzare i contenuti.

Considerare la pletora di piattaforme utilizzate dagli utenti per le loro ricerche è uno sforzo, ma ha vari vantaggi: permette di intercettare nuovi potenziali clienti, audience differenti, aumentando i touchpoint.

Il digital marketing multicanale

Alla luce di quanto affermato nel paragrafo precedente, il digital marketing si sposterà presto su più livelli, adottando diversi canali comunicativi. Per evitare di rimanere schiacciati in un ambiente troppo vasto, quindi, sarà necessario procedere con cautela, curando al meglio un singolo canale e, solo in seguito, aggiungendone degli altri.

A tal proposito, Il Digitale – Digital Agency propone una comunicazione multicanale, che si articola tra editoria, agenzia comunicativa e giornale. Il Digitale Agency, per esempio, fornisce un’informazione su temi diversificati, che induce i lettori al dibattito.

ID Edizioni, invece, è una casa editrice 4.0 che realizza testi divisi in maniera eterogenea tra libri ed ebook. Negli scritti vengono raccontate rivoluzioni e affrontate questioni attuali, quotidiane e in trend. Il Digitale – Digital Agency, Il Digitale e ID Edizioni, dunque, garantiscono ai clienti un supporto trasversale, proprio grazie alle azioni nei vari settori.

Il vantaggio di una comunicazione trasversale

In definitiva, l’aspetto principale per un’azienda nel 2025 è la trasversalità, cioè la capacità di essere presente in più contesti, mantenendo sempre la propria identità. Siccome siti web, community virtuali e social media, pubblicità online stanno riscontrando sempre più successo tra i consumatori, come luoghi di informazione, il digital marketing necessita di compiere le giuste scelte per avere un posto in questo mondo.

Soprattutto Keyword advertising, e-mail marketing, pubblicità interattiva stimolano la call-to-action, quando, cioè, il cliente è invogliato a compiere delle azioni su un determinato sito web, per esempio. Questo aspetto è rilevante se si vuole incrementare il numero di consumatori e per poterlo ottenere è fondamentale creare una rete comunicativa multicanale.

Prendendo l’esempio de Il Digitale – Agency, che opera nell’ambito della comunicazione, dell’editoria e del giornalismo, risulta evidente come siano funzionali il continuo aggiornamento dei contenuti proposti e la presenza dell’azienda su vari canali, quali sito web, e-mail marketing, social network.

Il concetto chiave, quindi, è che una strategia di digital marketing è funzionale se è data dall’intreccio corretto di social media marketing, video marketing, e-mail marketing, content marketing e mobile marketing.

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