Secondo l’indagine SMART MANUFACTURIGN SURVEY 2025, l’Italia sta ottenendo numerosi progressi nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale e del Data Analytics. A rappresentare delle sfide, invece, sono ancora l’integrazione tecnologica, la formazione e la cybersecurity.
A tal proposito, il professor Flavio Tonelli ha esposto il concetto di “sovranità cognitiva”, riferendosi alla necessità che la Penisola adatti le innovazioni tecnologiche al proprio contesto specifico.
Vediamo meglio quali sono le caratteristiche dell’Industria 4.0 in Italia attualmente, e quali saranno quelle nel futuro.
A che punto è l’Industria 4.0 in Italia?

La ricerca SMART MANUFACTURING SURVEY 2025 di The Innovation Group, in collaborazione con SPS Italia, ContactValue e Made Competence Center, ha intervistato un campione di 94 realtà industriali italiane, per comprendere quale sia il livello di maturità aziendale nel Paese circa l’Industria 4.0.
Nello specifico, sono stati analizzati la tendenza ad adottare strategie Data driven relative alla raccolta di informazioni provenienti dalla fabbrica, l’uso dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, il livello di cybersecurity e la Transizione 5.0 verso la sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale.
Dai dati ottenuti è stato possibile definire il quadro attuale dell’Industria 4.0 in Italia. Dunque, lo scenario appare dinamico, con realtà industriali già avviate nel campo della digitalizzazione. Il 56% delle aziende, infatti, si trova in una fase di integrazione delle tecnologie digitali nei processi, soprattutto per quanto riguarda l’adozione dello smart manufacturing.
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L’integrazione tecnologica nell’Industria 4.0
Gli esiti della ricerca sono stati commentati da chi ha condotto lo studio. In particolare, Emilio Mango, General Manager di The Innovation Group ha dichiarato:
I dati evidenziano come le aziende italiane stiano avanzando nel percorso verso lo smart manufacturing, con una crescente adozione di AI e Data Analytics, ma anche come ci siano alcuni ostacoli significativi da affrontare in termini di integrazione tecnologica, formazione e cybersicurezza.
Donald Wich, amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia, invece, ha affermato:
L’indagine delinea strategie e tendenze che muovono le realtà industriali del nostro Paese.
Come fiera dell’automazione e del digitale per l’industria, siamo felici della collaborazione con The Innovation Group, promotore di questo importante osservatorio sull’adozione delle nuove tecnologie.
È da sottolineare che le industrie, attualmente, stanno spostando lo sguardo dall’automazione, per porlo su AI, servitizzazione e cybersecurity. Il 54% degli investimenti aziendali, infatti, è riservato alla formazione delle competenze digitali, mentre il 52% si concentra sulla digitalizzazione del know-how.
AI e smart manufacturing
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, il 34% delle industrie sta sperimentando il suo utilizzo nei processi produttivi, mentre il 21% si trova nella fase iniziale di integrazione. A utilizzare già a pieno l’AI, invece, è solo il 5%.
Attualmente l’intelligenza artificiale è vista come strumento per aumentare la produttività e l’efficienza di un’industria, ma si prevede un’implementazione significativa nei prossimi anni, nell’ambito dell’ottimizzazione produttiva, delle vendite, del marketing e del customer service.
Strategie data driven
Dall’indagine SMART MANUFACTURING SURVEY 2025 è stato riscontrato che il 50% delle aziende adopera soluzioni di Data Analytics basate su IoT (Internet of Things) e che il 40% è in fase di studio o avvio.
Attualmente, l’uso dei dati è orientato verso l’efficienza e il controllo ma l’intento è quello di integrare anche con la predittività e la pianificazione intelligente. Per raggiungere tale obiettivo, l’intelligenza artificiale e il machine learning possono accelerare il processo, soprattutto in manutenzione e logistica.
Cybersecurity
Per il 59% delle aziende la cybersecurity è un elemento prioritario, soprattutto per quanto riguarda l’integrazione tra sicurezza IT (Information Technology) e OT (Operational Technology). Le misure adottate dalle aziende a tal proposito includono firewall, segmentazione di rete e autenticazione multi fattore.
Sostenibilità
Rispetto al tema della sostenibilità, il 31% delle industrie ha un programma attivo e il 27% ne ha uno ben consolidato. L’attenzione è posta su efficienza energetica, gestione dei rifiuti, miglioramento delle condizioni di lavoro, diversità e inclusione. Nel settore della sostenibilità, però, le aziende devono fronteggiare costi e monitoraggio continuo di progetti, il che rappresenta degli ostacoli da affrontare.
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Alcuni ostacoli da affrontare
Nell’ambito della transizione, bisogna prendere in considerazione la presenza di legacy e il fattore umano. L’integrazione con sistemi già esistenti rappresenta un problema al 62% nel percorso verso lo smart manufacturing, a cui segue il 57% dato dalla resistenza al cambiamento organizzativo e dal 46% relativo alla mancanza di competenze interne.
Un’ulteriore criticità è data dai costi elevati di implementazione, dalla cybersecurity e dalla protezione dei dati, siccome con l’aumento dell’interconnessione dei sistemi industriali si è innalzato anche il rischio di attacchi informatici e di violazioni di dati sensibili.
Una possibile soluzione
Per provare a risolvere gli ostacoli che l’Industria 4.0, Flavio Tonelli, professore di impianti industriali presso l’Università di Genova, intervenuto durante lo SMART MANUFACTURING SUMMIT 2025, ha elaborato il concetto di “sovranità cognitiva”.
Con tale espressione ci si riferisce alle maggiori consapevolezza e proattività che l’Italia deve mettere in atto nel percorso dello sviluppo tecnologico. Nello specifico, le industrie italiane devono difendere e valorizzare le proprie capacità intellettuali e creative, seguendo un percorso innovativo ma reinterpretando le nuove tecnologie al contesto del Paese:
Si tratta di capire se l’Italia intenda rimanere un mero terzista o se abbia il coraggio di difendere il proprio patrimonio di filiera e proporre a un livello diverso il proprio prodotto e il proprio sistema.
Una nuova tecnologia che l’Italia deve imparare a usare con consapevolezza è sicuramente l’intelligenza artificiale. Quest’ultima, infatti, deve essere intesa come un’opportunità per difendere la “sovranità cognitiva”. Ciò sarà possibile se si riuscirà a inserire la creatività e il pensiero critico umano in un ambiente in continua evoluzione tecnologica.