mercoledì, 2 Aprile 2025
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Conservazione dei documenti digitali: ecco perché è importante che sia a norma

La digitalizzazione della nostra epoca ha trasformato i documenti cartacei in documenti informatici: ecco come conservare a norma i documenti digitali.

Come funziona la conservazione dei documenti digitali? Oggi la progressiva e sempre crescente digitalizzazione ha investito particamente qualsiasi ambito: dai rapporti sociali, al lavoro, fino ad arrivare a toccare gli aspetti più specifici della realtà, come la conservazione dei documenti.

Se prima le aziende avevano archivi straripanti di carte e faldoni, adesso la dematerializzazione la fa da padrona, permettendo di evitare costi superflui per carta, inchiostro e altri materiali. Ma, assieme agli aspetti positivi, ve ne sono altri più problematici da tenere in considerazione: ad esempio, come si conservano i documenti in modo digitale? E, se esiste una normativa in merito, cosa prevede?

Conservazione dei documenti digitali: meno del 10% delle aziende segue la normativa

Bisogna anzitutto specificare che un documento possiede un vero e proprio ciclo di vita, scandito da diverse fasi: la prima è quella della creazione, ed è seguita da quella della conservazione. Ma il processo di digitalizzazione verificatosi negli ultimi anni ha modificato in modo radicale i meccanismi di gestione documentale, ormai lontani da quelli tradizionali: interi processi sono stati trasferiti sulla sfera digitale. E con ovvie conseguenze: il documento informatico, di un formato completamente diverso da quello cartaceo, non può certo essere trattato come quest’ultimo.

Le aziende devono perciò impegnarsi a garantire la giusta conservazione dei documenti digitali: come spiegato dagli esperti di Ardesia, esistono regole di conservazione digitale a norma dei documenti informatici, per i quali devono essere garantite integrità, autenticità e reperibilità. I documenti che l’azienda, per legge, deve conservare a norma sono:

  • Fatture e ricevute, sia in entrata sia emessi;
  • Libri contabili (inventario, libro mastro, libro giornale, etc…)
  • Corrispondenza;
  • Libri ausiliari.

Il documento digitale ha determinate esigenze di conservazione e meno del 10% delle aziende le segue così come sono stabilite dalla legge. Perciò, come deve essere custodito e protetto un documento digitale affinché possa durare nel corso del tempo?

Conservazione dei documenti digitali: il sistema dei pacchetti

Conservazione dei documenti digitali: il sistema dei pacchetti

Anzitutto bisogna precisare che “conservare un documento non significa archiviarlo: conservare è un’azione più alta, in quanto prevede procedure di classificazione, protocollazione e sicurezza. Nel caso di documenti cartacei, per conservarli basta inserirli in faldoni organizzati secondo regole precise. Discorso diverso per i documenti digitali, la cui conservazione necessita del supporto di un sistema informatico in grado di garantire l’integrità, la sicurezza e l’indicizzazione dei dati, generando i cosiddetti “pacchetti”.

I pacchetti in questione sono la base del metodo di conservazione digitale: ognuno di essi contiene dati in cui vengono inseriti i documenti da conservare e i metadati, assieme alle firme digitali, alle marcature temporali e a tutti gli altri elementi in grado di garantire l’autenticità, l’integrità e l’immodificabilità di quei documenti. Questi pacchetti si suddividono a loro volta in pacchetti di versamento, di conservazione e di distribuzione, le cui differenze si legano alle diverse fasi del processo di conservazione. Il tempo di conservazione del documento varia in base alla tipologia dello stesso: documenti diversi necessiteranno ovviamente di modalità e tempi di conservazione diversi. Ma ecco le fasi principali del processo di conservazione.

Conservazione dei documenti digitali: le tre fasi del processo

Il processo di conservazione digitale si fonda sui “servizi fiduciari digitali, che autenticano e certificano i documenti, ovvero la firma digitale, che garantisce integrità, autenticità e validità del documento, e la marca temporale, che stabilisce in modo certo e univoco la data in cui un documento è stato creato e conservato. Nello specifico, la conservazione digitale del documento si articola in tre fasi:

  • Il produttore genera il documento e lo trasforma in un pacchetto di versamento, sui cui viene apposta firma digitale e marca temporale, necessarie per consegnarlo al responsabile della conservazione, figura che, secondo la normativa, deve essere nominata in ogni azienda;
  • Il conservatore prende in carico il pacchetto, vi appone firma digitale e marca temporale e lo converte in un pacchetto di conservazione;
  • Il sistema di conservazione rende disponibile il pacchetto di destinazione, contenente metadati descrittivi finalizzati alla fruizione e alla consultazione del documento stesso.

Leggi anche: La biblioteca più antica del mondo sarà presto digitalizzata

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