In Italia il prezzo della benzina è salito alle stelle e sta mettendo in difficoltà le famiglie e i cittadini.
Da ieri, 12 settembre, c’è un mese di tempo per richiedere il bonus carburante che consiste in un credito d’imposta al 28% sugli acquisti effettuati nel primo trimestre del 2022, al netto dell’Iva.
A introdurre il bonus è stato l’articolo 3 del decreto 50 del 17 maggio scorso, il primo decreto Aiuti.
Bonus carburante: come fare la domanda
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Il bonus carburante spetta alle imprese del settore dell’autotrasporto conto terzi, indicate all’articolo 24-ter c.2 lettera a) del testo unico delle accise, con utilizzo di veicoli di massa totale pari o superiore a 7.50 tonnellate con motori diesel di categoria Euro 5 o superiore. Tali imprese devono avere sede legale o stabile organizzazione in Italia ed essere iscritte, al momento della presentazione della domanda, all’Albo nazionale degli autotrasportatori e al Registro elettronico nazionale per l’anno 2022.
Al riguardo sono stati stanziate risorse per 496,945 milioni di euro. Le risorse verranno assegnate fino ad esaurimento e in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande.
Per fare domanda del bonus carburante è attiva la piattaforma gestita dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli. Per accedere alla piattaforma di inoltro delle domande occorre l’identità l’identità digitale: Spid, Carta nazionale dei servizi (Cns) o Carta d’identità elettronica (Cie).
Per dimostrare le spese servono le fatture d’acquisto del primo trimestre.
Inoltre per fruire del credito di imposta le imprese beneficiarie devono presentare, tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, il modello F24.
Bonus carburante: la piattaforma dove presentare la domanda
La piattaforma è struttura in due diverse aree: la prima dove inserire l’istanza e la seconda per la consultazione della stessa. Durante il periodo di apertura della piattaforma si può, oltre all’inserimento dell’istanza inserirne una nuova che sostituisca la precedente nel caso in cui la prima non sia stata già accettata o in seguito a un esito negativo.
Nell’istanza si dovranno allegare i seguenti file: fatture e targhe. Nel primo devono figurare: l’importo a rimborso, l’identificativo SDI fattura, il tipo fattura (CARB/NO CARB) e l’importo fattura; mentre nel secondo il contratto di noleggio, l’identificativo SDI fatture, il codice Paese automezzo e la targa.
Inoltre è possibile cumulare il credito di imposta con altre agevolazioni a patto che il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.
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