Migliaia di persone si sono radunate in piazza a Roma e Milano alla marcia per la pace in Ucraina. Al centro della manifestazione il cessate il fuoco, subito un negoziato multilaterale e il disarmo nucleare. A sfilare nel corteo romano anche il leader del M5S, Giuseppe Conte, insieme ad un gruppo di parlamentare e deputati, con lo strizione bianco e blu “Dalla parte della pace”.
Nella Capitale, secondo la Questura ci sono 30mila persone. Presenti alla marcia per la pace anche un frate francescano, padre Enzo Fortunato e sacerdoti, come il missionario comboniano pacifista Alex Zanotelli, fautore di questa iniziativa, che si augura possa rivelarsi propositiva e scatenare una presa di posizione virtuosa. Ecco cosa ha detto all’Adnkronos:
Mi auguro che da qui parta un grande movimento popolare contro le armi, la guerra, perché il popolo italiano non ne vuole sapere di quel che sta avvenendo e in tanti sono qui oggi per chiedere di fermare la guerra in Ucraina.
Tra i politici presenti alla marcia per la pace a Roma anche Letta e a Milano Calenda e Renzi. In testa al corteo della Capitale, partito alle 13 da piazza Esedra, nel cuore di Roma, e arrivato a San Giovanni, gli scout con lo striscione “Europe for peace”. E ancora una bandiera della pace lunga 50 metri è stata sorretta in piazza della Repubblica da centinaia di persone. Si tratta di una manifestazione apartitica e sostenuta da numerose associazioni pacifiste, come Emergency, la Comunità di Sant’ Egidio, Libera oltre che dai sindacati Cgil, Cisl e Uil.
Marcia per la pace, il pensiero di Conte e Letta sull’invio di armi
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Giuseppe Conte a margine della marcia per la pace, ha toccato il tema dell’invio di armi, facendo riferimento a quanto detto dal ministro Crosetto su un sesto invio e ribadendo il fatto che sia stata votata in Parlamento una risoluzione che impone al governo di avere un confronto. Ecco quanto ha dichiarato il leader del M5S:
Non si azzardi questo governo a fare un ulteriore invio di armi senza venire a confrontarsi in Parlamento perché questo è un governo politico e non ha neppure la giustificazione delle larghe intese.
Anche il segretario del Pd, Enrico Letta, ha espresso il suo parere a riguardo:
Nuovo invio armi? Quando arriverà il decreto valuteremo la proposta e se ne parlerà.
Abbiamo sempre detto che lavoreremo in continuità con quello che si è fatto, in linea con le alleanze europee e internazionali di cui facciamo parte.
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