La Sardegna è stata invasa dalle cavallette, in particolare ad essere maggiormente colpite sono le zone interne, con epicentro a Noragugume, nella Media valle del Tirso.
Pare che le locuste divorino tutto, si fermino al calar del sole per poi riiniziare dalle prime ore del mattino e siano arrivate ad invadere anche i centri abitati. L’invasione è iniziata da marzo metà marzo per poi prendere piede nei mesi successivi.
Secondo una stima di Coldiretti di Nuoro e Ogliastra sarebbero a rischio 50mila ettari di terra. Il Comitato spontaneo ha proposto anche di coinvolgere la Fao e il Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi dell’Unione europea (Paff).
Invasione cavallette: cosa sta accadendo in Sardegna
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Sarebbero 600 le aziende colpite dal fenomeno delle cavallette in Sardegna, le quali essendo polifaghe mangiano qualunque cosa e distruggono ogni tipologia di coltura.
Ecco quanto dichiarato dalla sindaca di Noragugume Rita Zaru, che mostra tutta la drammaticità della situazione, come riportato da Fanpage:
Abbiamo lavorato un anno intero per ottenere zero. Un danno che si somma a una generale situazione economica abbastanza critica al caro mangime (da acquistare perché divorato dalle cavallette ndc) e a una situazione che si ripresenta ogni anno, diventando sempre più insostenibile.
Allevatori e agricoltori sono in ginocchio sia per il continuo ripresentarsi di un fenomeno che in poco tempo rade al suolo tutto il lavoro svolto in un anno, sia perché i ristori previsti non sono ancora stati erogati, a partire da quelli del 2019, prima annata dell’invasione.
È stato sottovalutato il problema, manca l’ascolto e ci sentiamo figli di un dio minore, abbandonati da tutti, dalle istituzioni ma anche dal nostro popolo: le mani tese sono davvero pochissime.
Cavallette in Sardegna, le istituzioni non intervengono
I ristori previsti per il 2019, annata della prima invasione e quando ad essere infestati erano 2 mila ettari di terreno, non sono stati ancora erogati, come se da parte delle istituzioni sia stato sottovalutato il problema. Si attende l’intervento del Governo che potrebbe dichiarare lo stato d’emergenza e nominare un commissario, ma se ciò non accadesse non si potrà accedere al Fondo di garanzia nazionale.
Franco Mula, capogruppo del Psd’Az in Consiglio regionale, ha commentato così quanto dichiarato da Stefano Patuanelli, il quale avrebbe escluso la possibilità di ristori immediati:
Dopo la vergognosa risposta del ministro delle Politiche agricole, con cui il Governo italiano, ufficialmente, si lava le mani dal flagello delle cavallette che colpisce la Sardegna centrale, abbiamo avuto l’ennesima conferma che per noi non esistono governi amici.
Sardegna, invasione di cavallette: le cause e come intervenire
Anche se gli esperti parlano di territori incolti ad attrarre le cavallette la sindaca Zaru specifica che non ci siano terre incolte e che tutti hanno arato. Poi ipotizza quale possa essere la causa di un tale fenomeno, pensiero condiviso anche da Coldiretti:
Le cause vanno ricercate nel cambiamento climatico e nel caldo torrido di queste ultime settimane, è un fenomeno tipico dei paesi colpiti da desertificazione.
Invece riguardo ai possibili interventi da attuare il presidente di Confagricoltura Sardegna, Paolo Mele, ha dichiarato:
La Regione attivi subito un tavolo di lavoro con associazioni di categoria agricola, università, Province e Agenzie agricole affinché si pianifichino le attività da far partire già da fine agosto.
A detta degli esperti che da mesi seguono la lotta alle cavallette, dobbiamo già intervenire con lievi arature dei campi, con profondità da 5 o 6 centimetri, così da portare in superficie le larve e farle morire al contatto con l’aria.
Secondo Tolu, rappresentante del Comitato Lotta alle cavallette nella media valle del Tirso, la prima cosa da fare sarebbe la bonifica, la pulizia e la lavorazione dei terreni, e per quelli incolti di proprietà pubblica far si che siano Regione, Provincia e comuni ad occuparsene.
Coldiretti di Nuoro Ogliastra ha invece proposto un piano da iniziare subito e concludere entro settembre, in più fasi per stroncare entro un anno l’invasione delle locuste, anche con l’uso dei droni. Se non si interviene subito, sottolinea Coldiretti, le cavallette potrebbero occupare quasi il doppio del territorio.
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