Gli italiani si schierano dalla parte delle rinnovabili: il sondaggio GreenPeace

Il no degli italiani alla guerra e il loro sì agli investimenti green: ecco i risultati del sondaggio.

Alfredo Polito
Alfredo Polito
Si occupa di copywriting, project management e comunicazione per imprese e istituzioni. Per anni ha scritto su la Repubblica ed è autore del libro "La guerra del vino". Tramite Gramsci ha fatto suo il motto di Romain Rolland: pratica il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà.
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Più della metà degli italiani sono a favore delle rinnovabili e propendono a una politica di investimenti ad hoc che promuova la transizione energetica: a constatarlo il sondaggio GreenPeace che rivela la tendenza del nostro popolo a favorire soluzioni ecosostenibili.

Il sondaggio GreenPeace di gennaio 2023

La fotografia scattata da Swg, società demoscopica, per GreenPeace Italia è di gennaio 2023: dall’11 al 16 del mese scorso il sondaggio è stato somministrato online a 1200 persone dai 18 anni in su, in tutta Italia, per avere una panoramica il più possibile omogenea di alcuni dei temi più scottanti del momento.

Al gruppo campione è stato chiesto cosa ne pensasse dell’aumento delle spese militari, della tassazione sugli extra profitti delle industrie energetiche e militari, e degli investimenti da attuare sul piano energetico.

Il quadro emerso dal sondaggio GreenPeace ritrae un Paese fortemente schierato contro la guerra e molto favorevole a investire sulle energie rinnovabili, oltre che per contrastare l’inflazione.

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I risultati e le preferenze degli italiani sul tema militare

Secca la risposta degli italiani sull’aumento della spesa militare al 2% del Pil paventata dal Ministero della Difesa: il 55% degli intervistati hanno espresso infatti voce contraria, a fronte di un 23% che si è dichiarato favorevole e il restante 22% che ha preferito non rispondere.

Allo stesso modo, ben il 69% degli italiani hanno asserito di essere contrari agli extraprofitti derivanti dalle operazioni militari in corso, ad esempio per il conflitto in Ucraina, di cui godono le industrie belliche o affini. Solo il 12% si è detto invece favorevole, mentre il 19% del campione non ha voluto dare un’opinione in merito.

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Gli italiani puntano sulle rinnovabili

Il sondaggio GreenPeace ha anche rilevato una tendenza diffusa e positiva tra le risposte degli intervistati: la fiducia nelle rinnovabili.

Gli italiani hanno espresso infatti maggiore inclinazione a spendere e investire sulla transizione energetica, diversificando il mix energetico e puntando sulle rinnovabili.

Dati alla mano, il 27% del campione investirebbe esclusivamente in energie pulite, il 26% principalmente sulle fonti rinnovabili ma con un’apertura anche ai combustibili fossili, per un totale del 53% a favore della transizione ecologia tout court.

Segue poi un 22% di intervistati che preferirebbe una bilancia equilibrata degli investimenti tra rinnovabili e fossili, mentre rispettivamente appena il 6% e il 3% investirebbero prima sulle fonti fossili e poi sulle rinnovabili o esclusivamente sulle fonti fossili.

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Dove investire, gli italiani non hanno dubbi

Alla domanda su dove investire gli extraprofitti derivanti alle industrie energetiche e militari dalla situazione geopolitica e dalla speculazione che la sta accompagnando, il campione ha risposto in modo univoco: il 100% degli intervistati ha infatti espresso parere positivo a tassarli per ottenere degli investimenti indirizzati a contrastare il caro delle bollette, alla revisione delle politiche energetiche (80%) o allo sviluppo delle fonti rinnovabili (76%).

Come ha sottolineato Simona Abbate, campaigner di GreenPeace Italia: “Il sondaggio GreenPeace ha messo in chiaro come cittadine e cittadine abbiano capito che il nostro Paese debba smettere di investire in infrastrutture fossili e nelle armi”.

Il sondaggio si è dimostrato, dunque, una buona cartina al tornasole del sentimento diffuso in Italia e nei cittadini di doversi mobilitare per iniziare a costruire sin da subito un futuro più verde e vivibile, lontano dalla guerra e dalle speculazioni energetiche.

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